Contabilità freelance

Sei abituato/a a fare tutto da solo/a! Tuttavia, fammi indovinare, se c’è un’area che vorresti delegare, è quella relativa alla gestione contabile e fiscale. Anche se sei abile nell’organizzare le tue finanze personali, ci sono aspetti della contabilità freelance che richiedono il supporto di un professionista esperto.

Ma come scegliere il commercialista adatto alle tue esigenze?

L’area amministrativa e fiscale è un tasto dolente per molti freelance. Quindi, puoi già sentirti meno solo/a. Ciò non toglie che una soluzione efficace sia necessario trovarla.

Abbiamo avuto il privilegio di intervistare la Dottoressa Cecilia Tosti, una rinomata Commercialista e Revisore Contabile di Cattolica, che ha condiviso con noi preziosi consigli e informazioni utili.

Sei pronto/a a gestire la contabilità freelance senza stress?

Contabilità freelance: dietro ogni progetto di successo, c’è un’accurata gestione contabile e fiscale

Dottoressa Tosti, innanzitutto, la ringraziamo molto per aver accettato il nostro invito. Sappiamo quanto sia importante che i freelance abbiano una comprensione chiara di argomenti come le tasse, la fatturazione elettronica e la gestione contabile in generale. Quindi, siamo entusiasti di poter offrire ai nostri lettori la sua esperienza, per affrontare un’area come la contabilità freelance, che spesso risulta essere molto ostica e motivo di ansia.

Abbiamo selezionato alcune delle domande più frequenti che i freelance si pongono in merito alla gestione delle loro finanze e sul sistema contabile, che devono rispettare. Le sue risposte saranno utili sia per chi si trova agli inizi che per coloro che hanno già qualche anno di esperienza alle spalle. Dunque, non ci dilunghiamo troppo e iniziamo subito con la prima domanda.

Contabilità libero professionista

Sentiamo parlare spesso del Regime Forfettario per i freelance. Quali sono i vantaggi fiscali e contabili? È davvero il regime fiscale più adatto per un freelance agli inizi?

Il regime forfettario è un regime di vantaggio, sia dal punto di vista fiscale che contabile (prevede l’applicazione di un’aliquota molto conveniente, sostitutiva dell’Irpef e addizionali, pari al 5% i primi 5 anni. Poi passa al 15%). In pratica, gli adempimenti sono ridotti al minimo, mentre il reddito imponibile è forfettizzato: l’imposta sostitutiva viene applicata a una % dei ricavi/compensi (% che varia a seconda del codice ATECO).

Dunque, il Regime Forfettario sarà sicuramente vantaggioso per coloro che hanno pochi costi e non hanno altre fonti di reddito, in quanto si perdono tutte le ordinarie detrazioni d’imposta. Gli unici oneri deducibili dal reddito d’impresa/lavoro autonomo sono i contributi previdenziali.

Perciò, in taluni casi, può non essere conveniente tale regime ed è proprio per questo che occorre valutare caso per caso. D’altra parte, in regime forfettario non si addebita l’iva sulle fatture emesse. Quindi, soprattutto se la propria clientela è costituita in prevalenza da privati, e/o da altri freelance in regime forfettario, questo può essere un fattore di vantaggio a livello concorrenziale.

Quali sono le principali tasse e contributi che un freelance deve pagare? E come può pianificarne al meglio l’impatto sulla sua attività per evitare sorprese?

Il regime forfettario prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 5% o al 15% sul reddito imponibile forfettizzato, al netto degli oneri deducibili. Dal punto di vista previdenziale si pagano i contributi:

  • Inps (per imprese artigiane o commercianti);
  • cassa di categoria, per professionisti iscritti agli albi (avvocati, commercialisti, architetti, ecc.);
  • gestione separata Inps (se non si ha una cassa di appartenenza).

Per quanto riguarda l’Inps degli artigiani/commercianti è possibile richiedere la riduzione del 35% dei versamenti. Detto questo, il modo migliore per pianificare l’impatto delle imposte, è semplicemente fare un previsionale e appoggiarsi a un consulente di fiducia.

Ci sono spese che un freelance può dedurre o detrarre dalle tasse? Se sì, quali?

Come detto in precedenza, nel Regime Forfettario non si possono dedurre le spese relative alla propria attività, in quanto si paga l’imposta sostitutiva su un reddito forfettizzato. Gli unici oneri deducibili da quest’ultimo sono i contributi previdenziali.

Qualora l’attività svolta in Regime Forfettario sia l’unica fonte di reddito, si perdono anche tutte le detrazioni d’imposta. Proprio per questo, è opportuno valutare caso per caso la convenienza di tale regime.

Fatturazione elettronica freelance

Come funziona la fatturazione elettronica e come posso implementarla nella mia attività freelance in modo efficiente? Ci sono piattaforme o software che lei consiglia?

Le fatture, che prima erano cartacee, ora devono essere inviate telematicamente allo SDI (Sistema Di Interscambio), in questo modo l’agenzia delle entrate ha già a disposizione tutti i dati.

Gestirle è molto semplice. Ci si può affidare a software semplificati e immediati, per operare in autonomia (Ad esempio, utilizzando Fatture in Cloud). Oppure, è possibile utilizzare il software gratuito messo a disposizione dall’Agenzia Entrate. Se proprio non ci si sente a proprio agio nello svolgere questo tipo di attività, è sempre possibile affidarsi a un consulente, che può inviare le fatture per conto del freelance.

Infine, è importante ricordare che, nel caso di fattura elettronica immediata, questa deve essere emessa, e trasmessa allo SDI, entro 12 giorni dall’operazione a cui si riferisce, come previsto dal D.L. Crescita n. 34/2019. Diversamente, scattano pesanti sanzioni.

Per quanto riguarda la contabilità freelance, ci spiega il fantomatico principio di cassa?

Ma certo. Semplificando, il principio di cassa prevede che i ricavi/compensi e i costi relativi alla propria attività siano contabilizzati in base all’incasso del corrispettivo o al pagamento della fattura d’acquisto.

Quindi, i compensi dei freelance contribuiscono al reddito solo se vengono incassati durante l’anno. Ergo, se una fattura emessa a dicembre 2023, viene pagata a gennaio dell’anno successivo, contribuirà al reddito del 2024, diverso da quello di emissione della fattura.

Potrebbe essere utile avere un conto bancario separato per il mio lavoro freelance? Se sì, perché?

Aprire un conto corrente solo per l’attività lavorativa potrebbe essere utile per tenere separata l’area personale da quella professionale, ma non è un obbligo. Diciamo che aiuta a ottimizzare l’organizzazione finanziaria.

Come posso pianificare in anticipo l’impatto delle tasse e quanto dovrei accantonare dei miei guadagni ogni mese?

A gennaio dell’anno successivo è possibile fare un previsionale delle imposte che si andranno a pagare a giugno, in modo tale da pianificarne il pagamento, anche rateale. Oppure, vale sempre la classica regola: ogni volta che si riceve il pagamento di un compenso/corrispettivo, può essere utile accantonare un 40%-45% in un conto separato dedicato appunto alle future tasse.

Quali sono i vantaggi di avere un commercialista specializzato nella contabilità freelance?

Il ruolo del commercialista è importante, indipendentemente dall’attività svolta. Poi è ovvio che alcuni professionisti possano essere specializzati in determinati settori e in quel caso può essere utile affidarsi a loro piuttosto che ad altri. 

Quale livello di assistenza dovrei aspettarmi da un commercialista durante l’anno?

L’assistenza prestata dal commercialista al proprio cliente dipende da tanti fattori. Ad esempio, l’attività svolta, il volume d’affari del cliente, la tipologia di regime fiscale adottato, e tanti altri. Ma in particolare dagli accordi presi con il cliente stesso. Questo significa che il rapporto instaurato con il proprio consulente è modellabile a seconda delle esigenze personali.

Principio di cassa

Contabilità freelance: il giusto mix di conoscenze, strumenti e consulenti esperti

È chiaro che la gestione finanziaria e fiscale sia tanto complessa quanto cruciale per il successo di un freelance. Ciò che emerge da questa preziosa conversazione è l’importanza di pianificare in anticipo e di avere una chiara comprensione delle proprie responsabilità fiscali e contabili.

L’approccio proattivo, combinato con la consulenza di un esperto come la Dottoressa Tosti, può fare la differenza tra una gestione finanziaria serena e una piena di sorprese indesiderate.

Vorremmo ringraziare di cuore la Dottoressa Cecilia Tosti per aver condiviso con noi la sua preziosa esperienza e competenza. Possiamo trarre grande beneficio da questa intervista, cercando di incoraggiare a prendere sul serio la gestione contabile freelance e a cercare sempre di rimanere informati e aggiornati.

Come sempre, siamo qui per supportarti in ogni passo del tuo viaggio come libero/a professionista e insieme superare con successo tute le sfide del lavoro freelance. Non perderti i prossimi approfondimenti e le risorse su FreelanceFlow, la rivista esclusiva per freelance alla ricerca del work-life balance perfetto.

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